Pacemaker

Pacemaker: Cosa, Quando, Come

pacemaker1Partiamo col capire come funziona il cuore umano.
Il cuore lavora come una pompa meccanica regolata da un sistema elettrico. Segnali elettrici regolari vengono prodotti in una area specifica situata nella parte alta dell’atrio destro (nodo Seno Atriale) e, viaggiando lungo vie elettriche raggiungono prima una zona intermedia che si trova all’incrocio tra i due atri e i due ventricoli (nodo Atrio Ventricolare) e da lì, si diffondono nei due ventricoli facendoli contrarre contemporaneamente in modo da pompare il sangue in tutto il corpo. La contrazione dei due ventricoli è quello che viene percepito come battito cardiaco.
Le pulsazioni sono variabili da persona a persona e sono influenzate dalla necessità dell’organismo di ricevere ossigeno attraverso il sangue. 60 – 100 battiti al minuto vengono considerati normali; ovviamente a riposo, i battiti saranno intorno a 60 aumentando durante gli sforzi fisici o le sollecitazioni emotive.
Una frequenza cardiaca decisamente al di sotto dei 60 battiti per minuto viene considerata una bradicardia e potrebbe essere segno di un malfunzionamento del sistema elettrico di conduzione.
Questo rallentamento dei battiti, a volte non assicura la corretta quantità di sangue che circola nell’organismo col risultato che la persona si sente stanca, può avere dei capogiri o addirittura può svenire.
Se il malfunzionamento del cuore è stabile, un elettrocardiogramma è sufficiente per scoprirne la causa; se invece i sintomi sono sporadici, allora occorreranno esami più approfonditi, come la registrazione di un elettrocardiogramma continuo per 24 ore (chiamato Holter) oppure la stimolazione di un punto preciso vicino al collo (massaggio del seno carotideo) o altri esami che il cardiologo può prescrivere.
Se dall’esito degli esami emerge un malfunzionamento del sistema elettrico del cuore, ecco che il rimedio sarà l’impianto di un pacemaker che potrebbe risolvere completamente il problema.

2. Che Cos’è il Pacemaker?

pacemaker2Il pacemaker è un piccolo dispositivo costruito con materiale metallico, capace di generare impulsi elettrici tramite un piccolo computer installato al suo interno, alimentato da una batteria al litio.
Viene inpiantato, tramite un intervento chirurgico, sotto la pelle del torace, normalmente poco sotto la spalla destra o sinistra. Uno o più elettrocateteri, passando attraverso una vena che dal torace raggiunge l’interno del cuore lo collegano al dispositivo.
Il pacemaker tiene costantemente sotto controllo il ritmo cardiaco e, in base alla programmazione effettuata dal medico, rilascia energia elettrica per stimolare il cuore quando il ritmo rallenta. Una volta impiantato, il dispositivo può essere interrogato e programmato dall’esterno tramite un computer che si chiama programmatore, appoggiando una bacchetta sulla pelle e comunicando con il pacemaker.
La durata della carica di un pacemaker varia dal tipo di programmazione e dal fabbisogno del paziente, per cui può rimanere carico dai cinque ai dieci anni, funzionando sempre perfettamente fino al momento in cui verrà sostituito con un pacemaker nuovo. Normalmente, la sostituzione riguarda solo il dispositivo mentre gli elettrocateteri rimangono in situ; per cui l’intervento si esegue in Day Hospital.

3. Come si Esegue l’Impianto di Pacemaker?

pacemaker3L’impianto si esegue tramite un intervento chirurgico in anestesia locale.
Il medico inserisce l’elettrocatetere in una vena attraverso una piccola incisione vicino alla clavicola. Seguendo il decorso della vena, il catetere giunge al cuore fino ad essere posizionato con l’estremità a diretto contatto con la parete interna del cuore: nel ventricolo destro se l’impianto sarà monocamerale; con un secondo catetere posizionato nell’atrio destro, se è necessario un pacemaker bicamerale.
Una volta posizionati, gli elettrocateteri vengono controllati per accertare che siano in grado di rilevare distintamente i segnali cardiaci spontanei e di erogare al cuore una stimolazione adeguata col minimo dispendio di energia. Eseguito tale controllo, i cateteri vengono collegati al pacemaker e questo viene collocato in una piccola tasca, sotto la pelle, dove si era praticata l’incisione. L’incisione viene chiusa con punti di sutura.
La procedura dura mediamente un ora dal momento dell’incisione. Dopo l’intervento il paziente dovrà stare a riposo (a letto) per circa 24 ore e potrà essere dimesso il giorno dopo ancora, dopo avere effettuato i controlli di routine.
Sei o otto settimane dopo l’impianto dovrà tornare in ospedale per il primo controllo e da quel momento sarà il medico o il tecnico che effettuerà il controllo a stabilire i tempi dei successivi controlli (normalmente ogni 6 -12 mesi)

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4. Quali Rischi Comporta l’Impianto di un Pacemaker?

pacemaker5Trattandosi di un intervento chirurgico, anche l’impianto di un pacemaker comporta alcuni rischi. Va chiarito subito che sono rischi molto rari e quasi tutti che si risolvono immediatamente o dopo una semplice cura. Nel consenso informato, che verrà firmato prima dell’impianto, come prevede la legge, saranno elencati tutte queste possibilità e a leggerle, a volte ci si può impressionare. Ma non bisogna avere paura perché sono evenienze davvero rare e in ogni caso il medico ed il personale infermieristico saranno in grado di affrontarle con competenza e grande professionalità .