Ecocardiogramma con Contrasto Salino

Esistono vari metodi di indagine che accoppiano tecniche contrastografiche all’uso di ultrasuoni e che consentono di valutare lo stato delle strutture cardiache e del flusso di sangue, sia normale che patologico (ecocontrastografia bidimensionale ad alta definizione, ecocardiografia color doppler).

Tale metodica viene utilizzata principalmente per il riscontro di anomalie strutturali cardiache, quali in primisi il forame ovale pervio (PFO) , la persistenza o l’assenza di strutture  vascolari (persistenza VCS sin; assenza VCS dx ;  ritorni venosi anomali del circolo sistemico).

In pratica, viene iniettata in vena una soluzione salina contenente microbolle che, una volta giunte al cuore, permettono di rilevare il tipo e l’entità di un eventuale variante anatomica.
Il metodo Doppler visualizza molto bene le bolle gassose e la direzione del flusso circolatorio, che apparirà in blu quando è in allontanamento dalla sonda e in rosso quando si sposta in direzione opposta.
L’uso della soluzione salina con microbolle non ha evidenziato nessuna conseguenza particolare e la metodica è considerata pressochè sicura.
La sensibilità diagnostica aumenta se questo esame viene associato alla manovra di Valsalva (ovvero la manovra del ponzamento).

Se è presente un PFO, l’ecocardiografia con ecocontrasto metterà in evidenza il passaggio dall’atrio destro a quello sinistro di microbolle nella fase transitoria di aumento della pressione in atrio destro. La dimostrazione di un PFO mediante ecocontrastografia è strettamente correlata con i risultati del cateterismo cardiaco. Quando usata in associazone alla manovra di Valsalva, l’ecocontrastografia ha rilevato il 60% dei PFO che sono stati rilevati al cateterismo cardiaco, e quando usata in associazione al test del colpo di tosse è stato rilevato nel 78% dei casi 4, 5