Coronarografia ed Angioplastica

L’angioplastica coronarica è un intervento chirurgico a cui si ricorre quando le arterie coronarie sono ostruite o ristrette e devono essere riaperte. Quest’intervento permette di migliorare la circolazione diretta verso il cuore.
Con l’andare del tempo i grassi possono accumularsi nelle arterie, formando le placche: le arterie, quindi, si induriscono e si restringono, causando una patologia detta aterosclerosi. L’aterosclerosi può manifestarsi in tutte le arterie dell’organismo, quando colpisce le coronarie è detta coronaropatia.
L’angioplastica è in grado di ripristinare la circolazione diretta verso il cuore quando le coronarie sono bloccate o ristrette a causa della coronaropatia.

L’angioplastica è un intervento piuttosto frequente che può essere usato per:
• Far regredire i sintomi della coronaropatia, ad esempio l’angina (dolore o disagio al torace) e i problemi respiratori.
• Limitare i danni al muscolo cardiaco provocati da un infarto. L’infarto si verifica se l’arteria è completamente ostruita e il sangue non può più scorrere. L’ostruzione di solito è dovuta a un trombo che si forma sulla superficie della placca. Durante l’intervento di angioplastica viene gonfiato un piccolo palloncino all’interno dell’arteria, ripristinando almeno in parte la circolazione.
• Migliorare la speranza di vita di alcuni pazienti
Negli Stati Uniti un paziente su un milione si sottopone all’angioplastica, le complicazioni gravi sono rarissime, ma si possono verificare, indipendentemente dalla bravura e dalla perizia del chirurgo.
I ricercatori stanno mettendo a punto nuove tecniche per migliorare la sicurezza e l’efficacia dell’angioplastica, per impedire alle arterie di restringersi nuovamente dopo l’intervento e per far sì che l’angioplastica diventi una possibilità di terapia per un maggior numero di pazienti.

Chi Deve Sottoporsi all’Intervento

L’angioplastica coronarica è usata per ripristinare la circolazione diretta verso il cuore quando le arterie coronarie si sono ristrette o sono bloccate a causa di una coronaropatia.
L’angioplastica è solo una delle diverse terapie possibili per la coronaropatia, tra le altre terapie ricordiamo la terapia farmacologica e il bypass aorto-coronarico (CABG). Il medico prenderà in considerazione diversi fattori quando si tratterà di decidere quale terapia o insieme di terapie consigliarvi.
Rispetto al bypass aorto-coronarico, l’angioplastica presenta alcuni vantaggi:
• non richiede alcun’incisione (taglio)
• non richiede l’anestesia generale (durante l’intervento, cioè, si rimane coscienti e non si è addormentati)
• la guarigione è più rapida.
L’angioplastica è anche usata come intervento d’emergenza in caso di infarto; le placche, accumulandosi all’interno delle coronarie, possono rompersi, quindi, sulla superficie della placca, si può formare un trombo che blocca la circolazione. Se il cuore non riceve una quantità sufficiente di sangue ossigenato il muscolo cardiaco può subire danni irreversibili. Se l’arteria ostruita viene riaperta tempestivamente il danno dovuto all’infarto può essere contenuto, perché la circolazione diretta verso il muscolo cardiaco viene ripristinata. L’angioplastica normalmente è il modo più veloce per riaprire un’arteria ostruita ed è la modalità d’intervento migliore in caso di infarto.
Uno svantaggio dell’angioplastica rispetto al bypass aorto-coronarico è che l’arteria, nel tempo, corre un maggior rischio di richiudersi, tuttavia è possibile diminuire il rischio usando gli stent, in particolare quelli ricoperti di farmaci (stent a eluizione): gli stent sono piccoli tubicini con struttura retiforme che vanno a sostenere la parete interna delle arterie; permettono di diminuire il rischio che l’arteria si restringa o si ostruisca una seconda volta. Alcuni stent sono ricoperti di farmaci, rilasciati continuamente e lentamente nell’arteria, che diminuiscono la probabilità che l’arteria si ostruisca di una seconda volta.
Gli stent, però, presentano anche diversi rischi: in alcuni casi infatti sullo stent si possono formare dei trombi che provocano a loro volta un infarto.
Il medico vi informerà sulle varie possibilità di terapia e vi consiglierà l’intervento più adatto per il vostro caso.

Intervento di Angioplastica

Prima di effettuare l’angioplastica coronarica, il medico vorrà individuare con esattezza la posizione delle ostruzioni delle coronarie, valutandone la gravità. Per ottenere queste informazioni,dovrete sottoporvi all’angiografia coronarica, un esame in cui si usano un mezzo di contrasto e i raggi X per visualizzare l’interno delle arterie.
Durante l’angiografia vengono inseriti uno o più cateteri (piccoli tubicini) in un’arteria, normalmente nella zona pelvica. Il catetere, poi, viene fatto scorrere verso le coronarie. Nel catetere è iniettato uno speciale mezzo di contrasto visibile mediante le radiografie.
Le diverse radiografie, scattate man mano che il mezzo di contrasto si diffonde nelle coronarie, permettono di individuare le eventuali ostruzioni, la loro posizione e la loro gravità.
Durante l’intervento di angioplastica un altro catetere con una specie di palloncino all’estremità (catetere a palloncino) viene inserito nella coronaria e posizionato in corrispondenza dell’ostruzione. Il palloncino, una volta gonfiato, spinge la placca contro la parete dell’arteria, riaprendo l’ostruzione e migliorando la circolazione.

Angioplastica coronarica con catetere a palloncino

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La figura illustra una coronaria in cui si è accumulata una placca (le coronarie sono arterie che si trovano sulla superficie esterna del cuore). La figura A illustra il catetere a palloncino, sgonfio, inserito nell’arteria ostruita. Nella Figura B il palloncino è stato gonfiato, è andato a comprimere la placca e ha ristabilito una corretta circolazione nell’arteria. In Figura C troviamo l’arteria libera.
Di solito durante l’intervento viene inserito nell’arteria un tubicino con struttura retiforme, lo stent. Lo stent viene avvolto intorno al catetere a palloncino prima che questo sia inserito nell’arteria e gonfiato.
Quando il palloncino è gonfiato e va a comprimere la placca, lo stent si espande e si attacca alle pareti dell’arteria. Lo stent va a costituire una specie di impalcatura interna dell’arteria e fa diminuire il rischio di restringimenti o blocchi del vaso sanguigno.
Alcuni stent sono ricoperti di farmaci che vengono rilasciati lentamente e continuamente nell’arteria, e sono detti stent a eluizione. I farmaci aiutano a impedire che l’arteria si ostruisca a causa della crescita di tessuto cicatriziale al suo interno.

Angioplastica con Stent

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La figura illustra il posizionamento di uno stent all’interno di un’arteria coronaria in cui si è formata una placca. La Figura A mostra il catetere a palloncino sgonfio e lo stent chiuso, inseriti nella coronaria ostruita. Nel riquadro troviamo una sezione dell’arteria, con inserito il catetere a palloncino e lo stent ancora chiuso. In Figura B, vediamo il palloncino che è già stato gonfiato, con lo stent che va a comprimere la placca contro le pareti dell’arteria e ristabilisce la normale circolazione. Nella Figura C troviamo l’arteria libera grazie allo stent; nel riquadro possiamo vedere una sezione della placca compressa sulle pareti e dell’arteria allargata dallo stent.

Prima dell’Angioplastica

L’intervento di angioplastica coronarica viene effettuato in ospedale da un cardiologo: i cardiologi sono medici specializzati nella diagnosi e nella terapia dei disturbi e delle patologie cardiache.
Se l’angioplastica non viene effettuata come intervento di emergenza, incontrerete il cardiologo prima dell’intervento: procederà a un’anamnesi dettagliata, chiedendovi anche quali farmaci state assumendo, effettuerà una visita e vi parlerà dell’intervento, dandovi tutte le informazioni necessarie.
Il medico, inoltre, potrà prescrivervi alcune analisi di routine, ad esempio l’analisi del sangue, l’elettrocardiogramma (ECG) e la radiografia toracica.
Una volta prenotato l’intervento, il medico vi comunicherà:
1. Quando iniziare il digiuno prima dell’intervento. Spesso è necessario rimanere digiuni dalla sera precedente l’intervento.
2. Quali farmaci potrete o non potrete assumere il giorno dell’intervento.
3. L’ora e il luogo in cui dovrete presentarvi.
Anche se l’intervento di angioplastica dura soltanto un’ora o due, probabilmente dovrete essere ricoverati per un giorno o più. Probabilmente il chirurgo vi consiglierà di non mettervi alla guida per un certo periodo dopo l’intervento e quindi dovrete chiedere in anticipo a qualcuno di riportarvi a casa.

Dopo l’Angioplastica

Dopo l’angioplastica coronarica sarete spostati nel reparto di terapia intensiva e sarete ricoverati per alcune ore o per un giorno al massimo. Dovrete rimanere sdraiati per alcune ore, in modo da consentire all’arteria del braccio o dell’inguine di cicatrizzarsi completamente.
Mentre vi riprendete gli infermieri terranno sotto controllo la vostra frequenza cardiaca e la pressione, monitorando anche il braccio o l’inguine per eventuali emorragie. Dopo alcune ore, sarete in grado di camminare.
La zona in cui sono stati inseriti i cateteri può far male o tirare per circa una settimana.

Modifiche dello Stile di Vita

L’angioplastica può far diminuire i sintomi della coronaropatia, ma non è una cura per essa né per i fattori di rischio che la provocano. Assumere uno stile di vita più sano può essere utile per curare la coronaropatia e per mantenere nel tempo i buoni risultati ottenuti con l’angioplastica.
Parlate con il vostro medico dei fattori di rischio per la coronaropatia e delle modifiche dello stile di vita che dovrete realizzare, per alcuni pazienti queste modifiche possono essere l’unica forma di terapia necessaria.
Tra i cambiamenti dello stile di vita ricordiamo:
1. modifiche della dieta,
2. abolizione del fumo,
3. attività fisica regolare,
4. dimagrimento o mantenimento del peso forma,
5. diminuzione dello stress.
Vi consigliamo inoltre di assumere tutti i farmaci prescritti dal medico attenendovi rigorosamente alle prescrizioni.